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MISSION

L’Associazione Culturale Il volo delle colombe è stata fondata nel 2011 da Viviana CuginiMauro FerrarisIlhem Gherbi, operatori olistici certificati S.I.A.F. (Società Italiana Armonizzatori Familiari) con differenti specializzazioni che vanno dalla naturopatia,  alla facilitazione attraverso incontri individuali per ritrovare centratura e presenza, consapevolezza si sé. Inoltre utilizzano tecniche energetiche corporee per scaricare lo stress, tensioni accumulate, che si sono somatizzate nel corpo.

CENTRO OLISTICO

Il compito di un operatore olistico è quello di facilitare la persona a mantenere uno stato di benessere e di salutare energia. Si occupa della parte “sana” delle persone malate affinché possano ritrovare l’armonia psicofisica attraverso l’uso di tecniche naturali, energetiche, artistiche, culturali e spirituali. Educa, inoltre, al benessere globale e alla crescita personale. Stimola un naturale processo di trasformazione e crescita della consapevolezza di sé.
L’operatore olistico non è un terapeuta, non fa diagnosi e non cura malattie fisiche o psichiche, non prescrive medicine o rimedi che sono di competenza di medici, terapeuti e psicoterapeuti, con i quali, anzi, l’operatore olistico cerca di collaborare, integrando le sue competenze olistiche a quelle mediche con un unico fine: promuovere il benessere globale della persona. OLOS dal greco significa il TUTTO.
L’uomo viene visto come un ESSERE unico ed indivisibile dotato di un corpo che è in stretta correlazione con la mente e soprattutto con l’anima: l’energia vitale.

LA STORIA

L’Associazione culturale e centro olistico Il volo delle colombe viene fondata nel dicembre 2011 per diffondere e far conoscere attività a carattere olistico. Il nome prende spunto da un’esperienza, molto particolare, vissuta da uno dei fondatori, Viviana Cugini, che si racconta così:

Stavo trascorrendo una delle tante sere tranquille e calde a casa mia, sul lago, in compagnia del mio cagnolino Lulù. Mio marito, Mauro Ferraris, era dovuto tornare in città per impegni lavorativi.

Dopo una giornata di sole decido di farmi una doccia mentre Lulù gioca sul terrazzo, quando improvvisamente sento abbaiare la nostra cagnolina. Stranita dell’avvenimento, in quanto lei non abbaia mai, decido di avviarmi verso Lulù e la vedo rivolgersi verso il terrazzo dell’appartamento vicino. Guardo se magari era caduto qualcosa che l’avesse fatta spaventare, ma nulla, lei continua a guardare verso il terrazzo e non smette di abbaiare.

Il mio sguardo va alla tenda da sole posizionata a protezione delle porte finestre e scorgo un ciuffo di piume bianche che spuntano dalla tenda un paio di zampine appoggiate sulla tenda. Comprendo che c’è una colomba bianca sopra di me ma che non si muove. Penso che forse è tramortita, forse ha sbattuto e magari è rimasta intontita cadendo. Mentre osservo quel ciuffo di piume e le zampine vorrei fare qualcosa tipo alzare la tenda, ma poi penso che potrebbe cadere e farsi male sbattendo sul pavimento.

Resto immobile e osservo la colomba che sembra non dare segnali di risveglio, non capendo perché in quegli attimi mi passano in testa tanti pensieri. La colomba improvvisamente comincia a fare piccoli movimenti sulla tenda mentre io la seguo, in apnea, con lo sguardo e quando mi sposto per vederla sento solo un rumore fortissimo come se le sue ali fossero molto grandi tanto da spostare una notevole quantità d’aria.
Rientro in casa attonita, chiamo Mauro al telefono racconto come se fosse successo qualcosa di sconcertante, ma in realtà non è così.

A distanza di pochi mesi, un giorno di ottobre, esco di casa per portare Lulù a fare una passeggiata e mi ritrovo davanti alla porta dell’ambulatorio pediatrico con appeso il cartello affittasi. Prendo il numero e chiamo il titolare dell’immobile tra mille pensieri e dubbi che la mia mente crea in modo ossessivo tipo: “un affitto riuscirei a pagarlo?”, “e se poi ho troppe spese?” etc. Risponde il proprietario e, lasciandomi con stupore, mi dice che lo studio è sfitto da più di sei mesi, che non riesce a trovare nessuno e che se voglio vederlo è disponibile in quel momento. Vedo lo studio ci accordiamo subito per l’affitto e in men che non si dica abbiamo un centro!

Come lo chiamiamo? Questa è la domanda che mi sorge e subito arriva la risposta con l’immagine di quella colomba e del suo volo; da qui il nome.

Abbiamo usato il plurale perché siamo tre soci fondatori, tutti operatori olistici accomunati da un cammino di crescita personale e professionale.

Quello che è importante sapere di questo centro è che anni prima, quando ero all’inizio del mio percorso di formazione, mentre passavo davanti a quello stesso studio del pediatra, dicevo a mio marito: “Se avessimo i soldi questo sarebbe un posto perfetto per avere un centro, so che dentro c’è una stanza abbastanza grande si potrebbero fare dei corsi, dei seminari, delle sedute individuali conferenze”.

A distanza di qualche anno questo studio è arrivato a noi. Prima era uno studio pediatrico, dove si curavano i bambini, oggi è nostro e quello che facciamo è aiutare il nostro bambino interiore a ritrovare l’armonia e l’accordo con l’energia femminile e quella maschile.

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